IL FINANZIAMENTO PUBBLICO ALLA SCUOLA PRIVATA IN LOMBARDIA


IL FINANZIAMENTO PUBBLICO ALLA SCUOLA PRIVATA IN LOMBARDIA. I NUMERI, I TRUCCHI E I PRIVILEGI. PUBBLICATO IL RAPPORTO 2009 – SCARICALO QUI
di lucmu (del 02/12/2009, in Istruzione e f.p., linkato 70 volte) Luciano Mulhbauer
La scuola pubblica sta subendo il più vasto programma di tagli della storia repubblicana e capita pure che dei genitori debbano donare 40-50 euro perché nella scuola dei loro figli mancano i soldi per comprare la carta. E mentre tutto questo accade, in nome delle ristrettezze di bilancio e della crisi, cosa fa la Regione governata da 15 anni da Roberto Formigoni? Se ne frega e aumenta sempre di più il finanziamento pubblico alla scuola privata e distribuisce sussidi a chi guadagna anche 200mila euro e abita in case di lusso
Questa è, in estrema sintesi, la realtà che emerge dal Rapporto 2009 sul finanziamento pubblico alla scuola privata in Lombardia, elaborato dal Gruppo regionale di Rifondazione Comunista, sulla base di un’analisi dettagliata e rigorosa del database dell’Assessorato regionale all’Istruzione.
A guardare i numeri, infatti, al governo regionale non sembra importare molto dei destini della scuola pubblica, visto che nell’anno scolastico 2008/2009 ben l’80% dei fondi regionali per il diritto allo studio è stato destinato in via esclusiva agli studenti delle scuole private, frequentate però soltanto il 9% degli studenti.
E lo strumento principale di finanziamento della scuola privata è stato anche quest’anno, come nei sette precedenti, il buono scuola, nel frattempo ri-denominato “dote per la libertà di scelta”. Con questo buono sono stati girati alle scuole private ben 45 milioni nell’anno scolastico 2008/2009 e ne verranno girati oltre 50 milioni in quello 2009/2010. Complessivamente, dal 2001 ad oggi, sono stati così drenati quasi 400 milioni di euro dalle tasche dei contribuenti a quelle della lobby della scuola privata.
E pur di poter garantire questo finanziamento privilegiato alla scuola privata, gli uomini di Clnon si vergognano neanche di erogare, in piena crisi economica, un sussidio pubblico a persone che, bontà loro, non ne avrebbero nemmeno bisogno.
Infatti, per riuscire nel miracolo poco cristiano di elargire ai due terzi dei 98mila studenti delle private lombarde un sussidio regionale, il governo Formigoni-Lega ha truccato le regole del gioco. Cioè, mentre i genitori degli studenti della scuola pubblica devono esibire il certificato Isee –il riccometro– per poter accedere a un piccolo contributo, i richiedenti il buono scuola godono di un meccanismo inventato ad hoc per loro, denominato “indicatore reddituale”, dove i limiti di reddito sono molto più tolleranti e, soprattutto, dove non si deve dichiarare la propria situazione patrimoniale, sia mobiliare, che immobiliare.
E il risultato di questo trucco è tanto stupefacente, quanto indecente, considerato che oltre 4mila beneficiari del buono scuola dichiarano al fisco addirittura un reddito tra 100mila e 200mila euro annui oppure che altri risultano residenti nella zone più prestigiose e costose delle nostre città, come per esempio Galleria Vittorio Emanuele o via Manzoni a Milano.
Insomma, lo scandalo che da anni denunciamo, cioè gli sfacciati privilegi della lobby della scuola privata, non solo si rinnova, ma si aggrava, perché il flusso di denaro pubblico alla scuola privata si intensifica proprio nel momento in cui il Governo sta portando l’attacco più pesante alla scuola pubblica, sostenendo che non ci sarebbero più soldi per nessuno.
Il nostro dossier rappresenta l’unico rapporto di minoranza sull’argomento esistente in Lombardia e mostra quello che il Pirellone vuole invece nascondere. E faremo di tutto per diffonderlo, perché i cittadini lombardi, anzitutto quelli che non la pensano come noi, possano sapere. Poi, ognuno tragga le sue conclusioni.
Da parte nostra, annunciamo sin d’ora che in occasione della discussione del bilancio regionale, il 15 e 16 dicembre prossimi, riproporremo il problema dell’abolizione dei privilegi della scuola privata. E auspichiamo di non essere gli unici.
CLICCANDO SULL’ICONA QUI SOTTO PUOI SCARICARE IL RAPPORTO IN FORMATO PDF.
Se invece vuoi la versione cartacea (finché disponibile) e/o ti interessa organizzare iniziative, allora telefona al Gruppo del Prc: 02.67482288.
La distribuzione e l’utilizzo del dossier sono assolutamente liberi e chiediamo soltanto di citare la fonte.

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3 pensieri su “IL FINANZIAMENTO PUBBLICO ALLA SCUOLA PRIVATA IN LOMBARDIA

  1. Carissimo Gennaro!
    Mi spiace che un onesto compagno come te si pieghi ad una becera campagna di disinformazione sulla dote scuola, sulla quale – è utile dirselo – la si può pensare come si vuole.
    E’ lecito cioè non condividere la scelta politica di sostenere la libertà delle famiglie di scegliere (su questo RC è sempre stata chiara): meno lecito (e aggiungo poco onesto intellettualmente) dire cose che non corrispondono al vero:
    I soldi della dote vanno alle famiglie E NON ALLE SCUOLE! Non è una differenza da poco in quanto le scuole PERCEPIREBBERO COMUNQUE LE RETTE INDIPENDENTEMENTE DA CHI CI METTE I SOLDI.
    Altra bufala è quella del presunto aggiramento dell’ ISEE. Bisognerebbe spiegare ai tuoi lettori che la Dote scuole si divide in tre distinte sezioni:
    1- Permanenza nel sistema educativo: un sostegno al reddito per gli studenti meno abbienti per la frequenza di tutte le scuole sia statali che libere
    Requisito di reddito: ISEE inferiore o uguale a euro 15.458,00 (valore riferito al 2008)
    2- Buono Scuola: un sostegno alla libertà di scelta per chi frequenta una scuola paritaria.
    Requisito di reddito: occorre avere un indicatore reddituale familiare inferiore o uguale a euro 46.597,00 (valore relativo al 2008).
    3- Merito: un riconoscimento assegnato agli studenti “capaci, meritevoli e privi di mezzi”.
    Uno dei rari esempi di Borsa di Studio pubblica in Italia
    Quindi la questione è quantomeno un po’ più complicate di come la dipinge RC.
    Un caro saluto

    Massimiliano Bombonati

    • kworker1

      Caro Masssimiliano,
      la prossima volta eviterei di usare il termine becero , in bocca ad una persona per bene come Te stona .
      Ma andiamo alla sostanza del tuo intervento.
      La Sinistra laica e progressista ritiene che la scuola sia un’istituzione della Repubblica che deve dare a tutti attraverso la rimozione degli ostacoli sociale la possibilità di accedere al diritto all’istruzione ed educazione. La scuola privata paritaria a tutto il diritto ad esistere nel Sistema Scolastico Italiano ( vedi legge Governo DAlema) ma senza oneri per lo Stato ( Art. 33 della Costituzione). Ma nella Regione Lombardia questo articolo non vale in quanto con una legge sui “Buoni Scuola” e successiva Dote viene annullato il principio della scuola come istituzione pubblica .
      Tu sostieni che i soldi vengo dati alle famiglie e non alle scuole , è un piccolo trucchetto che in contabilità si chiama “partita di giro”.
      Circa i fondi assegnati alla Dote ed alle scuole della Regione i fatti e i numeri parlano da sè.
      un caro saluto
      gennaro

  2. Caro Gennaro, avrai perdonato la mia incursione e il mio turpe linguaggio…
    Tu affermi: “La Sinistra laica e progressista ritiene che la scuola sia un’istituzione della Repubblica che deve dare a tutti attraverso la rimozione degli ostacoli sociale la possibilità di accedere al diritto all’istruzione ed educazione”. Principio che condivido e che in Lombardia è reso reale proprio dal Buono Scuola che, almeno tentativamente, “riimuove gli ostacoli di ordine sociale ed economico” che di fatto segnano la differenza tra chi è veramente libero di scegliere (i ricchi) da chi non può farlo (i poveri).
    Ti lascio, scusandomi ancora per l’incursione, con una domande e una riflessione: E’ più “di sinistra” permettere all’operario l’accesso alla scuola libera, potendo competere ad armi pari con i “padroni del vapore” o livellare tutto verso il basso?
    La risposta a questa domanda segna il confine.

    Con stima

    MB

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