Felpe e manganelli, nei negozi e sul web.


E’aperta la caccia ai memorabilia del Duce

Calendari, gagliardetti, simboli di Mussolini: è boom dei gadget fascisti. Tirano molto le collezioni di storia e i calendari, ma anche i vini e le sneakers. A Milano i calendari sono i più venduti dopo quelli di Frate Indovino e padre Pio

di Davide Carlucci
È l´ultimo dell´anno e sei appena arrivato a destinazione, dopo ore di viaggio e curve su strade di montagna: una tipica osteria dell´Appennino romagnolo. L´atmosfera è accogliente, proprio come descritta al momento della prenotazione: il camino acceso, le vecchie stufe, i tavoloni di legno scuro. Ma poi ti guardi intorno e dappertutto noti un´inquietante figura riprodotta in tutte le pose: Benito Mussolini che parla dal balcone di piazza Venezia, che si mostra a petto nudo per la campagna del grano, mentre saluta romanamente dal calendario del 2010 o vestito da pilota per il mese di marzo del 2007. E da una trave penzola nostalgico un tricolore, il fascio littorio ben evidente al centro.
Siamo a Torriana, in provincia di Rimini, all´osteria “I Malardot”. Ma potremmo essere a Milano, in via Plana, da Paradiso, dove ogni piatto del menu è dedicato al Duce, o da Oscar, in via Lazzaro Palazzi. Gadget e bottiglie di vino che raffigurano il dittatore sono entrati ormai a pieno titolo nella paccottiglia d´arredo dei ristoranti kitsch-retro. Quest´anno, però, vanno forte i calendari. Tra i più venduti, dopo Frate Indovino e padre Pio, a sentire gli edicolanti milanesi come quelli di Schio, nel Vicentino. Esposti in bella vista a Vigevano, di fronte al tribunale, o a Roma, nell´edicola della Pisana, sede del consiglio regionale del Lazio. Un consigliere del Pd, Enzo Foschi, è insorto e ha chiesto di farli rimuovere.
Una denuncia per apologia di fascismo è partita anche a Genova, dove Alessandro Longhi, dei Comunisti italiani, è inorridito alla vista di un orologio mussoliniano in vendita da un giornalaio. «Adesso ci provano tutti. Hanno fiutato il business e cercano di imitarci», commenta Benizzi Ferrini, che con il suo “Ferlandia”, a Predappio, è il pioniere del commercio dei memorabilia del Duce. «Abbiamo cominciato negli anni Cinquanta. E non per soldi ma per passione». Tra i più attivi concorrenti di Ferrini c´è la casa editrice Gamma 3000, di Simone Circi: suo padre ha lanciato molti calendari di successo, a cominciare da quello di Walt Disney. Ora il figlio firma varie versioni del calendario di Mussolini. Tirano molto anche le collezioni di storia a puntate, come “Mussolini e il fascismo”, della Hobby & Works, che ovviamente non si rivolge solo ai nostalgici.
Per questi ultimi la vera miniera è Internet: eBay ha registrato, nell´ultimo mese, 65 inserzioni di monetine, libri e altri cimeli fascisti. Il sito “Duce.it”, si è sdoppiato nel nuovo “Il ventennio.it” e il 26 dicembre ha aggiornato il suo catalogo di prodotti in vendita on line. «A Natale abbiamo soddisfatto oltre 300 clienti», fanno sapere. Offre portacellulari, daghe e un «manganello goliardico in legno»: con 10 euro te lo porti a casa. «Lo vendiamo anche noi – tiene a dire Ferrini – ma è una cosa folcloristica, non serve a far male». Anche Ferlandia aggiorna continuamente: l´ultima creazione sono le felpe e le scarpette con la scritta Wids, che sta per W il Duce Sempre, prezzo 23 euro.
Sempre più forniti di ricordi mussoliniani sono i distributori di benzina. Sulla superstrada Valassina, a Lissone, Monza, si comprano le magliette con la scritta «barcollo ma non mollo». Persino nei supermercati nel reparto alcolici si trova il vino del Duce e anche di Hitler. Il Gs di Cuveglio, in provincia di Varese, non li vende più: a settembre una cliente ha scritto all´azienda e ne ha ottenuto la rimozione. Era una turista francese di origini ebraiche: non risulta che gli acquirenti italiani si siano mai lamentati.

(04 gennaio 2010)

Comitato Antifascista Zona 8

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