Isola pedonale e Navigli : come risolvere il problema!


Personalmente ritengo che le linee di indirizzo proposte dal Presidente di Zona 6 con l’appoggio di alcuni Comitati della Ripa Ticinese  siano un primo momento di confronto  serio sullo spinoso problema di come sistemare i Navigli, dopo anni di degrado permesso dalle giunte di Destra .

Il confronto di Lunedi 12 aprile presso il CDZ6 tra Il Presidente , le Associazioni , i Comitati e i Capi gruppo dei partiti e liste presenti in consiglio è stato molto utile perchè ha messo in chiaro le diverse posizioni che si confrontono su questo problema dei Navigli.

Molti di noi consiglieri presenti in quella seduta attraverso gli interventi dei diversi attori che occupano nella scena dei Navigli hanno avuto un quadro d’insieme abbastanza chiaro della posta in gioco.

Per quel che mi riguarda posso dire che la proposta Girtarner non mi piace in quanto è una risposta parziale alla risoluzione del Sistema Urbanistico dell’Area dei Navigli.

La piccola Isola Pedonale sul Naviglio Grande deve essere , a mio avviso, un primo passo verso l’eliminazione delle auto dei non residenti dalla zona dei navigli, però questa soluzione  crea una serie di problemi alla Ripa Ticinese , ( via Paoli ,  via Fusetti, Via Magolfa,  via Fumagalli ).

L’ipotesi di delibera lascia irrisolti i problemi relativi alle vie sopra citate.

Per me questa delibera deve avere il carattere di sperimentalità e non di soluzione definitiva

La Ripa Ticinese e vie collegate devono essere inserite in un processo di riqualificazione urbano attraverso una nuova ripavimentazione , un nuovo arredo urbano ( panchine, fioriere,ect)

Rimane il problema se la Ripa debba essere ancora ZTL o essere  completamente pedonalizzata .

Io penso che in questa prima fase di sperimentazione della Mini Isola Pedonale sul Naviglio grande  la Ripa Ticinese debba rimane ancora per 12 mesi ZTL con una serie di interventi che vado ad elencare :

  1. Ripavimentazione della Ripa dal Ponte Valenza alla Darsena;
  2. Abolizione dei pilomat da via Paoli /Ripa;
  3. Risistemazione del tratto della Ripa da via Paoli / Darsena attraverso l’allargamento del marciapiede presente e sosta per i residenti effettivi su un solo lato.
  4. Prolungamento delle strisce gialle da Ripa angolo via Paoli a ponte Valenza oppure striscie Blu con il diritto a chi espone il sottoambito 19 a parcheggiare gratuitamente.

Tutto questo deve essere realizzato di concerto tra operatori commerciali e culturali presenti ed abitanti del quartiere, in un quadro di regole molto rigide che la Polizia Locale deve far rispettare :

  1. orario di chiusura dei locali notturni ,
  2. regolamentazione della musica ,
  3. pulizia e contenitori differenziati, ect.

In parole povere deve finire questa disordinata  disamministrazione del quartiere portata avanti dalle giunte di Destra del Comune di Milano e della Zona 5 e 6,che è soltanto funzionale ad alcuni ceti socialie non a tutto il quartiere

Queste sono le mie proposte che porterò lunedì 19 aprile 2010 in Consiglio di Zona  6.

Naturalmente sono proposte aperte al contributo di chi vuole risolvere e valorizzare il quartiere Navigli.

Gennaro Gino Maurello

Consigliere di Zona 6

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Categorie: Comunicati

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2 pensieri su “Isola pedonale e Navigli : come risolvere il problema!

  1. E’ necessario riportare l’attenzione di tutti gli Attori (Istituzionali e non) al Master Plan Navigli – promosso ed
    adottato da Regione Lombardia – che, data la sua natura di Piano delle Azioni (Actions Plan), contiene la definizione e l’individuazione di tutte le azioni e di tutti gli interventi progettuali per la “conservazione” e la “riqualificazione” del sistema Navigli, in stretta relazione alla capacità di detti interventi di fornire, contemporaneamente, un forte contributo alla “rifunzionalizzazione” ed al “riutilizzo”, in chiave attuale, degli storici Canali.In merito al tema dell’Isola Pedonale, l’obiettivo assunto dal Master Plan è quello di valorizzare il
    contesto architettonico ed ambientale, attuando un modello che privilegi la fruizione ciclo-pedonale degli spazi pubblici adiacenti ai Navigli, riducendo le conflittualità con le altre componenti della mobilità e valorizzando il trasporto pubblico.
    In estrema sintesi, il modello prevede di:
    􀂾 ridurre e, ove possibile, eliminare la circolazione degli autoveicoli privati sulle adiacenze di entrambi i Navigli;
    􀂾 adottare misure idonee ad impedire la sosta in sede stradale lungo entrambi i Navigli, in
    particolare lungo via Ascanio Sforza e lungo Ripa di Porta Ticinese;
    􀂾 migliorare l’accessibilità dei mezzi pubblici sulla cerchia dei Navigli, limitando il traffico privato lungo le direttrici tranviarie (vie Ludovico il Moro, S. Gottardo e Vigevano);
    􀂾 rendere agibili al solo traffico ciclo-pedonale l’Alzaia del Naviglio Grande e l’Alzaia del Naviglio Pavese, limitando il traffico ai soli residenti ed alle operazioni di carico/scarico merci.
    Detto modello si basa sull’assunto che le alzaie dei Navigli Grande e Pavese non devono, in prospettiva, svolgere una funzione di viabilità indispensabile, bensì devono tornare a essere spazi di vita e di animazione basati sulla pedonalità. Attualmente, lo spazio pubblico nel tratto più urbano dell’ambito di influenza dei Navigli Grande e Pavese è prevalentemente concepito in funzione dell’auto, con spazi pubblici insicuri che diventano spesso luoghi di degrado, creando un paesaggio urbano povero. Gli strumenti normativi (aree a priorità pedonale, zone a traffico limitato, zone residenziali) devono però essere accompagnati anche da interventi su pavimentazioni, materiali ed elementi di arredo, al fine di rafforzarne l’identità di aree protette e privilegiate per i pedoni ed i ciclisti, permettendo anche la valorizzazione storico-testimoniale del contesto.
    L’obiettivo di migliorare la qualità della vita dei cittadini passa anche attraverso i progetti di riqualificazione dello spazio pubblico legati direttamente ed indirettamente ai trasporti. Gli stessi interventi sul trasporto pubblico, in particolare sulle linee tranviarie, costituiscono occasioni per progettare, riqualificare e valorizzare il contesto urbano e, nel caso dei Navigli, potrebbero addirittura prevedere un riutilizzo di mezzi e sedi storiche esistenti (sia pure per brevi tratti): ben venga ogni ipotesi a riguardo, se ben studiata. Infine, ci preme sottolineare che la visione d’insieme contenuta nel Master Plan è quella di creare un itinerario continuo e riconoscibile di percorrenza ciclo-pedonale che riconnetta la Martesana alla
    Darsena ed ai Navigli occidentali, attraverso l’ex Cerchia Interna, creando una sorta di grande corridoio urbano, tutelato per un uso selezionato e qualitativo di percezione e di accesso alla città: un percorso ideale che, nello stesso tempo, rompa il sistema radiale e concretizzi un itinerario
    architettonico dei Navigli che, superando le romantiche e purtroppo probabilmente anacronistiche ipotesi di riapertura delle tratte interrate, si ponga anche come memoria storico-testimoniale di tale struttura. Tutti gli interventi acquisiscono senso solo se vengono visti in quest’ottica sovra-zonale e,
    quindi, inseriti in un più ampio panorama di azioni a ciò finalizzate.
    Stante questa cornice d’insieme, come dettata nel Master Plan Navigli, di vitale importanza risulta il “quadro” da inserire nella cornice: difatti, creare un’area pedonale come sopra delineata ed abbandonarla ad una fruizione casuale o privatistica sarebbe il modo migliore di vanificare tutti gli sforzi fatti.

  2. Marco

    consiglio visitare sito: http://www.cuoredimilano.org

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