LA “”VITTORIA DI PIRRO” SUL PARCO SUD


1) LA “”VITTORIA DI PIRRO” SUL PARCO SUD
Approvato il sub-emendamento al Pgt per non edificare sul Parco sud, ma gli indici edificatori fittizi sui terreni restano

Dopo la falsa partenza di lunedì -sono passate appena due ore dall’inizio dei lavori e il Sindaco è costretto a precipitarsi in aula perché i suoi ancora una volta non riescono a garantire il numero legale- è arrivata la maratona decisiva di martedì. Quarantanovesima seduta dedicata al Piano di Governo del Territorio, quasi 15 ore di discussione sul futuro del Parco Sud, l’ultimo grande tema rimasto sul tavolo e su cui maggioranza e opposizione non hanno mai trovato un compromesso. Il centro-sinistra mette subito le cose in chiaro: o si smentiscono le ultime dichiarazioni del Presidente della Provincia Guido Podestà e del costruttore Salvatore Ligresti, o il Pgt resterà impantanato nei circa 700 emendamenti non ancora ritirati dall’opposizione.
Prima l’esternazione a mezzo stampa del magnate siciliano del mattone che sogna di costruire “nuovi quartieri completi” all’interno del Parco Sud, poi le ipotesi di Podestà su un progetto di valorizzazione, infatti, hanno fatto scattare il campanello d’allarme tra le fila dell’opposizione di Palazzo Marino. “Se volete fare saltare l’accordo sulla base di articoli di giornale è fuori luogo e segno di bassa considerazione rispetto a questo consiglio” replica l’Assessore all’Urbanistica Carlo Masseroli. Il tira e molla dura alcune ore, ma alla fine il disgelo arriva.
Il consiglio comunale approva di comune accordo un sub-emendamento che “impegna il Sindaco e la Giunta a intervenire sugli organi preposti perché nessuna area del Comune di Milano che insiste sul parco Sud venga resa edificabile”. La maggioranza cede, perché sa che è l’unico modo per ottenere dall’opposizione il ritiro di una buona parte degli emendamenti. Ne vengono ritirati circa 200. Ma quella che da più parti viene subito indicata come un’importante conquista dell’opposizione e una generosa concessione della maggioranza, è in realtà una “vittoria di Pirro”.
“La non edificabilità del Parco era già un dato di fatto perché il territorio è di natura agricola- spiega nel corso del dibattito Basilio Rizzo, consigliere della lista Dario Fo- Il problema è che continuiamo a parlare di perequazione, quando invece, come dice la Legge regionale 12, un parco agricolo non può contribuire al calcolo della perequazione”. Il sub-emendamento votato nella sostanza non tocca l’asse portante su cui ruota l’intero Piano: il fatto che i terreni del Parco Sud rimangano agricoli non esclude che, attraverso il sistema della perequazione, generino comunque quegli indici edificatori fittizi – e a detta di molti illegittimi- cui godranno i costruttori in altri spazi del territorio urbano. L’abbassamento da 0,2 a 0,15 degli indici volumetrici assegnati ai terreni stabilito da un emendamento della maggioranza non sarà sufficiente ad impedire, attraverso la perequazione, il riversamento di milioni di metri quadri di cemento in città.
“E’ assurdo che facciano passare la volontà di difendere l’agricoltura andando per contro a cementificare parte della città con le volumetrie ricavate dai terreni del parco attraverso la perequazione- commenta la consigliera comunale Milly Moratti- Quest’anno per la prima volta nel mondo la popolazione urbana supera quella rurale. Le questioni dell’agricoltura e dell’alimentazione sono diventate cruciali. Un modo per tutelare e valorizzare davvero l’agricoltura potrebbe essere quello di destinare parte delle risorse di Expo a favore dell’agricoltura periurbana, essendo l’alimentazione il tema centrale dell’evento”.
La discussione riprenderà venerdì, ma essendo in prima convocazione è più che probabile che la maggioranza faccia cadere il numero legale presto in modo da poter riprendere i lavori lunedì, in seconda convocazione, quando il il quorum si abbassa a 21 consiglieri. Mancano ancora oltre 350 emendamenti da discutere, che la maggioranza spera di poter smaltire entro l’interruzione estiva dei lavori. Per niente scontato che ci riesca. Il centrosinistra ha ancora la battaglia sul raddoppio del verde in città da combattere e sta preparando alcune decine di nuovi sub-emendamenti da portare in aula. Nonostante le modifiche ottenute in questi sette mesi di lavoro, l’opposizione non ha intenzione di votare a favore del Piano. L’impianto generale non regge, i pilastri su cui si basa continuano ad essere quelli fin da subito bocciati da chi si batte per la tutela e la vivibilità di Milano: aumento sconsiderato delle volumetrie,
densificazione , privatizzazione dei servizi alla persona, ribaltamento sistematico del concetto di sussidiarietà

Giulia Cusumano

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