Solidarietà ai compagni No Tav


La realizzazione  della linea ferroviaria ad alta velocità in Val di Susa   è una questione che non può riguardare i soli abitanti del territorio investito dal progetto. È una questione rilevante che coinvolge il rapporto con il pianeta ed il suo sfruttamento, che investe il modello di sviluppo e che rimette al centro  la partecipazione democratica dei cittadini ai processi decisionali
Sostenere le ragioni del movimento NoTav significa riconoscere che in Val di Susa si è ricostituito un tessuto sociale che ha saputo ripristinare i legami con il proprio territorio portando in primo piano le necessità della comunità locale e dell’ambiente a scapito degli interessi  del mercato globale.
Sostenere le ragioni del movimento NoTav significa contrastare un modello di sviluppo illimitato, una crescita senza freni che ci sta conducendo al collasso delle relazioni  sociali  e degli ecosistemi.

 

Sostenere le ragioni del movimento  NoTav significa credere che il coinvolgimento diretto delle persone nelle decisioni che li riguardano non è più procrastinabile 

 

La risposta alle argomentazioni di chi si oppone alla costruzione della ferrovia è affidata soprattutto alla presenza delle forze di  polizia, nel tentativo di riportare la

protesta della valle e dei suoi abitanti  ad una  questione di ordine pubblico. Questo ha creato negli anni un clima teso che ha prodotto  contrapposizioni e scontri come quelli del giugno luglio del 2011 per i quali sono stati tratti in arresto 25 attivisti della NoTav. Ci preme mettere in evidenza che la misura cautelativa adottata nei confronti di questi cittadini non è stata presa in riferimento ai fatti contestati a ciascuno, ma in contrasto alle iniziative e alle indicazioni di protesta  del movimento NoTav . Ci troviamo di fronte non solo ad una violazione dei principi minimi di civiltà giuridica dove “le responsabilità sono personali e vanno graduate in base alle caratteristiche dei fatti”, fatti che si sono svolti in un contesto difficile in cui i manifestanti sono stati oggetti di un lancio fittissimo di lacrimogeni. Vogliamo manifestare la nostra solidarietà ai comitati territoriali ed alla popolazione della Val di Susa che da quasi vent’anni si battono contro la costruzione della linea ferroviaria ad alta capacità/velocità ed esprimere il nostro dissenso per le misure adottate dall’autorità giudiziaria nei confronti degli attivisti NoTav per i fatti del giugno luglio, tra i quali, ancora sottoposto a misure cautelative carcerarie, si trova il figlio di uno degli  attivisti del Comitato Territoriale Ticinese x Milano al quale va tutta la nostra solidarietà.

 
Comitato Ticinese X Milano
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Categorie: Comunicati

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