FUORI LUOGO : L’ALTRA MOVIDA SUI NAVIGLI


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Piazza XXIV : 1^maggio a Milano


Piazza XXIV : 1^maggio a Milano

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Ticinese ..Convegno 17 aprile 2012


Ticinese ..Convegno 17 aprile 2012

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2^ Convegno sui Beni Comuni


2^ Convegno sui Beni Comuni

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CONVEGNO f. PARRI


CONVEGNO f. PARRI

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Lettera aperta alla citta’ di Milano.


Lettera aperta alla citta’ di Milano.
Chi vuole utilizzare la memoria dei partigiani di ieri contro i partigiani di oggi?
Avete mai visto un vento che trasporta ferrovie?

In Italia da anni assistiamo alla distruzione dei diritti sociali ed alla sospensione della democrazia sequestrata da cricche di affaristi e dai tecnici che obbediscono a fantomatici mercati.
Mentre la democrazia scompare, travolta dall’emergenza e la crisi apre spazi potenziali persino ai fantasmi di una destra razzista e fascista servirebbe che qualcuno ricordasse la resistenza, la storia di chi e’ stato partigiano. Invece l’ANPI organizza nella piu’ prestigiosa sala di Palazzo Marino, del Comune di Milano un evento con il procuratore Caselli esplicitamente rivolto contro la lotta NO TAV.
L’Associazione Nazionale Partigiani di Italia e’ piena di persone che fanno anche un esercizio di memoria, a fianco di chi resiste oggi alla devastazione del suo territorio (come in Val di Susa) o alla cancellazione dei propri diritti. I nostri nonni partigiani ci hanno insegnato che disobbedire alle leggi ingiuste non deve essere reato, anche se e’ punito con il carcere, ci hanno insegnato a resistere quando I territori vengono occupati militarmente.
Eppure la dirigenza dell’ ANPI nazionale attacca chi oggi è partigiano offendendo la memoria di chi lo è stato ieri. Perchè Carlo Smuraglia si è scagliato contro un movimento trasversale, partecipato e moltitudinario, invece di preoccuparsi della sospensione della democrazia, della militarizzazione violenta del territorio, perquisizioni porta a porta, caccia all’uomo, gas da guerra illegali, pestaggi che la popolazione della Val Susa subisce solo per il fatto di essere partigiana? Che ragione c’è di invitare a “non mescolarsi” con quel movimento di resistenza nel quale proprio le sezioni ANPI e i partigiani sono da sempre partecipi?

E il Comune di Pisapia, eletto grazie alla mobilitazione di una grossa fetta della metropoli milanese che non ne poteva piu’ di una città soffocata dal razzismo becero e dall’onnipotenza dei palazzinari, fa forse finta di dimenticarsi da che parte soffiava il vento?  Dovremmo forse pensare che il popolo arancione è Si TAV o addirittura ostinatamente contrario al diritto dei cittadini a resistere ed affermare un diritto? Non dovrebbe la giunta della “partecipazione” osteggiare l’imposizione militare di scelte politiche ed economiche che non tengono nessun conto dell’opinione di chi le subisce in prima persona?

Perchè invitare Caselli oggi, senza chiedergli conto (in quanto procuratore capo a Torino) come mai in Valle di Susa la ‘ndrangheta è libera di costruire il TAV con il sostegno di migliaia di poliziotti e carabinieri, pagati con i soldi delle tasse di tutti, mentre ragazze e ragazzi giovani o abitanti della Valle sono trattenuti in carcere da due mesi (prima del processo) per essersi opposti alla violenta occupazione di un territorio nel tentativo di cancellare il dissenso?

Forse non sono i colpi di sole della primavera che incalza, ma le cattive frequentazioni. Forse la dirigenza dell’ANPI che invita a non mescolarsi con i No Tav è da tempo sdraiata sul Partito Democratico, oggi al governo con Monti e impegnatissimo ad accreditarsi come affidabile presso i mercati internazionali e le piccole mafie locali. Forse c’è chi vorrebbe che Milano fosse un laboratorio di questa democrazia tecnica, sobriamente crudele e poco paziente. Noi non lo vogliamo e crediamo non lo vogliano nemmeno quelli e quelle che hanno a cuore la memoria della resistenza né lo voglia la città di Milano, coloro che hanno riempito le piazze per cacciare la Moratti, ma anche perché immaginavano una città e magari un mondo diversi.

Non possiamo lasciare che la memoria della resistenza e la speranza della nostra città vengano spente sotto il peso degli accordi politicisti e della coesione nazionale. Non smetteremo di batterci perchè ciò non avvenga: oggi, il 25 Aprile, tutti i giorni.

Riprendiamo le parole con cui viene concluso il comunicato delle sezioni ANPI valsusine alle dichiarazioni del presidente ANPI Smuraglia: “porti pazienza, noi siamo vivi e dunque parteggiamo, esattamente come scrisse nel 1917 Antonio Gramsci, noto sovversivo.”

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APPELLO CONTRO LA MULTIUTILITY DEL NORD


APPELLO CONTRO LA MULTIUTILITY DEL NORD

Facciamo parte dei 27 milioni di cittadine e cittadini che si sono espressi contro la privatizzazione dell’acqua e per la difesa dei beni comuni. Viviamo con forte preoccupazione i ripetuti tentativi di cancellazione del risultato referendario, che colpiscono al cuore la partecipazione democratica e la credibilità delle istituzioni.

 

Con l’abrogazione dell’art. 23 bis, il referendum ha restituito alla sfera pubblica non solo l’acqua, ma anche gli altri servizi pubblici, compresi i rifiuti e il trasporto pubblico locale.Decenni di liberalizzazioni e privatizzazioni mostrano oggi il fallimento di questo disegno che ha visto il pubblico ritirarsi dai propri compiti e i Comuni trasformarsi da garanti dei servizi pubblici in azionisti. Ci lasciano aziende con miliardi di debito, aumento dei costi dei servizi per i cittadini, peggioramento delle condizione dei lavoratori del settore, azzeramento degli investimenti in nuove reti, impianti e tecnologie, spreco di ingenti risorse naturali, finite e irriproducibili, e una drastica riduzione degli spazi di democrazia, di partecipazione e di trasparenza.

 

La proposta di creare una grande multiutility del nord si inserisce in questo quadro desolante. Ripercorre la strada dei fallimenti testimoniati dai bilanci in debito di A2A, Iren, Hera, ecc.; ci ripropone l’idea di vendere servizi essenziali per coprire buchi di bilancio; punta a superare i debiti delle aziende attraverso economie di scala. E’ un’operazione lobbistica e verticistica di istituzioni, managers e correnti di partiti, estranea alle città interessate, che espropria i consigli comunali dei loro poteri e allontana le decisioni dal controllo democratico. Oggi serve una gestione dell’acqua, dei rifiuti, del TPL, dell’energia, prossima ai cittadini e alleamministrazioni locali, per garantirne la trasparenza e la partecipazione nella gestione dei servizi.

 

Oggi più che mai una scelta del genere non deve essere perseguita. Al contrario è necessario aprire un ampio dibattito pubblico che coinvolga le amministrazioni locali, le assemblee elettive, coloro che hanno promosso e vinto i referendum, le associazioni, i comitati, tutti coloro che vogliono preservare l’universalità dei diritti fondamentali, come l’acqua, e tutelare i diritti dei lavoratori. Riteniamo indispensabili modalità nuove ed etiche per garantire ai Comuni investimenti pubblici necessari a realizzare politiche ambientali di risparmio idrico ed energetico e di riduzione, recupero e riuso dei rifiuti – obiettivi previsti dalla Direttiva Europea sulla promozione delle fonti rinnovabili. Non accettiamo di farci espropriare delle condizioni minime per esercitare i diritti di cittadinanza, di riproducibilità della nostra vita associata, in armonia con l’ambiente.

 

Per queste ragioni, pensiamo sia interesse di tutta la società civile fermare questo progettochesi presenta come un ulteriore attacco alla democrazia e ai beni comuni. Chiediamo a tutte le forze politiche, sociali e sindacali, in particolare quelle che hanno sostenuto i referendum, di prendere una posizione chiara opponendosi con decisione a questo progetto e portandolo alla discussione e al pubblico dibattito. Ci impegniamo a favorire tutti i possibili momenti informativi, di dibattito e di sensibilizzazione.

 

PROMOTORI

Dario Fo, Franca Rame, Moni Ovadia, Stefano Rodota’, Emilio Molinari, Vittorio Agnoletto, Mario Agostinelli, Gaetano Azzariti, Piero Basso, Roberto Biorcio, Bruno Bosco, Paolo Cacciari, Franco Calamida, Mattia Calise, Giulio Cavalli, Giacomo Conti, Nando Dalla Chiesa, Giosuè De Salvo, Andrea Di Stefano, Elio e Mangoni (Le Storie Tese), Luigi Ferraioli, Saverio Ferrari, Roberto Fumagalli, Jole Garuti, Massimo Gatti, Enzo Greco, Luca Klobas, Antonio Lareno, Rosario Lembo, Alberto Lucarelli, Leonardo Manera, Luca Martinelli, Ugo Mattei, Mirko Mazzali, Loris Mazzetti, Emilio Molinari, Alfonso Navarra, Luca Nivarra, Maso Notarianni, Michele Papagna, Diego Parassole, Antonello Patta, Emanuele Patti, Alberto Patrucco, Rita Pelusio, Giancarlo Peterlongo, Silvano Piccardi, Giovanna Procacci, Pietro Raitano, Giorgio Riolo, Basilio Rizzo, Paolo Rossi, Renato Sarti, Anna Scavuzzo, Sergio Serafini, Anita Sonego, Bebo Storti, Elisabetta Strada, Gianni Tamino, Luca Trada, Elio Veltri, Guido Viale, Nadia Volpi, Henry Zaffa

 

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Solidarietà ai compagni No Tav


La realizzazione  della linea ferroviaria ad alta velocità in Val di Susa   è una questione che non può riguardare i soli abitanti del territorio investito dal progetto. È una questione rilevante che coinvolge il rapporto con il pianeta ed il suo sfruttamento, che investe il modello di sviluppo e che rimette al centro  la partecipazione democratica dei cittadini ai processi decisionali
Sostenere le ragioni del movimento NoTav significa riconoscere che in Val di Susa si è ricostituito un tessuto sociale che ha saputo ripristinare i legami con il proprio territorio portando in primo piano le necessità della comunità locale e dell’ambiente a scapito degli interessi  del mercato globale.
Sostenere le ragioni del movimento NoTav significa contrastare un modello di sviluppo illimitato, una crescita senza freni che ci sta conducendo al collasso delle relazioni  sociali  e degli ecosistemi.

 

Sostenere le ragioni del movimento  NoTav significa credere che il coinvolgimento diretto delle persone nelle decisioni che li riguardano non è più procrastinabile 

 

La risposta alle argomentazioni di chi si oppone alla costruzione della ferrovia è affidata soprattutto alla presenza delle forze di  polizia, nel tentativo di riportare la

protesta della valle e dei suoi abitanti  ad una  questione di ordine pubblico. Questo ha creato negli anni un clima teso che ha prodotto  contrapposizioni e scontri come quelli del giugno luglio del 2011 per i quali sono stati tratti in arresto 25 attivisti della NoTav. Ci preme mettere in evidenza che la misura cautelativa adottata nei confronti di questi cittadini non è stata presa in riferimento ai fatti contestati a ciascuno, ma in contrasto alle iniziative e alle indicazioni di protesta  del movimento NoTav . Ci troviamo di fronte non solo ad una violazione dei principi minimi di civiltà giuridica dove “le responsabilità sono personali e vanno graduate in base alle caratteristiche dei fatti”, fatti che si sono svolti in un contesto difficile in cui i manifestanti sono stati oggetti di un lancio fittissimo di lacrimogeni. Vogliamo manifestare la nostra solidarietà ai comitati territoriali ed alla popolazione della Val di Susa che da quasi vent’anni si battono contro la costruzione della linea ferroviaria ad alta capacità/velocità ed esprimere il nostro dissenso per le misure adottate dall’autorità giudiziaria nei confronti degli attivisti NoTav per i fatti del giugno luglio, tra i quali, ancora sottoposto a misure cautelative carcerarie, si trova il figlio di uno degli  attivisti del Comitato Territoriale Ticinese x Milano al quale va tutta la nostra solidarietà.

 
Comitato Ticinese X Milano
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Costituente beni comuni


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